Perché non puoi chiamare una cartella “CON” in Windows: una regola che arriva dagli anni di MS-DOS

Chi prova a creare una cartella chiamata CON in Windows si trova davanti a un messaggio di errore apparentemente inspiegabile. Lo stesso accade se si tenta di creare un file con quel nome o persino un documento come CON.txt. Per molti utenti sembra un bug o una limitazione arbitraria, ma la spiegazione è molto più interessante e affonda le radici nella storia dei personal computer.

La particolarità è che questa restrizione non riguarda soltanto le versioni più recenti del sistema operativo. Windows 11, Windows 10 e le edizioni precedenti continuano a rispettare una regola nata decenni fa, quando il mondo informatico era dominato da MS-DOS.

CON non è considerato un normale file

Per capire il motivo bisogna tornare agli anni Ottanta. In MS-DOS esistevano alcuni nomi speciali utilizzati per rappresentare dispositivi hardware o funzioni interne del sistema. Tra questi compariva CON, abbreviazione di console.

Quando un programma faceva riferimento a CON, il sistema operativo non cercava un file sul disco rigido. Interpretava invece quel nome come un collegamento diretto alla tastiera e allo schermo del computer, cioè alla console di input e output.

Lo stesso principio valeva per altri nomi storici come PRN, associato alle stampanti, AUX, utilizzato per dispositivi ausiliari, e NUL, un dispositivo speciale che riceve dati senza conservarli.

Questi identificatori avevano un ruolo fondamentale nel funzionamento del sistema e non potevano essere confusi con normali file o cartelle. Per questo motivo Microsoft decise di riservarli in modo permanente.

Anche se oggi la maggior parte degli utenti non utilizza più questi dispositivi attraverso i comandi DOS, Windows continua a riconoscerli come elementi speciali.

Perché la limitazione esiste ancora oggi

La domanda successiva è inevitabile: perché Microsoft non elimina semplicemente questa regola?

La risposta è legata alla compatibilità. Windows deve ancora garantire il funzionamento di una quantità enorme di software, script e applicazioni sviluppati negli ultimi quarant’anni. Molti programmi si aspettano che nomi come CON o PRN abbiano un significato preciso e modificarne il comportamento potrebbe causare problemi inattesi.

Per questo motivo il sistema continua a bloccare la creazione di file e cartelle che utilizzano questi identificatori, indipendentemente dall’estensione. Non è quindi possibile creare CON.txt, CON.docx o qualsiasi altra variante che inizi con uno di questi nomi riservati.

La regola viene applicata anche se il nome viene scritto in minuscolo o in una combinazione diversa di maiuscole e minuscole. Per Windows si tratta sempre dello stesso identificatore speciale.

Gli altri nomi vietati da Windows

CON è probabilmente il caso più noto, ma non è l’unico. L’elenco dei nomi riservati comprende anche:

PRN, AUX, NUL, COM1 fino a COM9 e LPT1 fino a LPT9.

Molti di questi riferimenti derivano dalle vecchie porte seriali e parallele che erano comuni sui computer di qualche decennio fa. Sebbene oggi siano poco utilizzate, Windows continua a mantenerne il supporto per ragioni storiche e di compatibilità.

Esistono metodi avanzati che consentono di creare cartelle con questi nomi utilizzando percorsi speciali del filesystem e strumenti da riga di comando. Tuttavia si tratta di procedure destinate a utenti esperti e che possono rendere difficile la gestione degli stessi file tramite Esplora File o altre applicazioni comuni.

Una curiosità che racconta l’evoluzione di Windows

La storia di CON dimostra quanto le decisioni prese durante i primi anni dell’informatica possano continuare a influenzare i sistemi moderni.

Dietro un semplice messaggio di errore si nasconde infatti una scelta progettuale nata quando i computer avevano capacità e modalità di utilizzo molto diverse da quelle attuali. Microsoft ha preferito conservare questo comportamento per garantire continuità e compatibilità nel tempo.

È uno di quei dettagli che la maggior parte degli utenti scopre soltanto per caso, ma che raccontano bene l’eredità tecnica lasciata da MS-DOS all’interno delle versioni moderne di Windows.

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