Non ho mai avuto un grande gusto per le grafiche ma, da qualche anno, grazie all’uso dei PNG trasparenti, ho iniziato a sentirmi un grande editor di immagini (tutto ciò prima dell’avvento dell’intelligenza artificiale, che riesce a generare l’immagine che ho in mente sempre meglio di me, mannaggia a lei).
Quanti lavori fatti su BeFunky o su Canva. E se il primo non mi ha mai creato particolari problemi, qualche volta sul secondo – utilizzato quando volevo realizzare qualcosa di leggermente più elaborato – mi è capitato di non riuscire a usare correttamente file PNG creati apposta per essere inseriti come livelli nella geniale composizione che avevo in mente.
Il file viene caricato, lo si trascina nel progetto e arriva la sorpresa: al posto dello sfondo trasparente compare un rettangolo bianco. Sembra quasi che Canva abbia trasformato il PNG in un comune JPG.
Come mai?
Canva converte realmente il PNG in JPG?
La prima cosa da chiarire è che lo sfondo bianco non dimostra necessariamente che Canva abbia convertito il file. In molti casi il PNG rimane tale, ma la sua trasparenza – il cosiddetto canale alfa – non viene interpretata correttamente durante il caricamento.
La differenza può sembrare accademica, soprattutto mentre si contempla quel bel rettangolo bianco che ha appena rovinato il lavoro. Serve però a capire dove cercare il problema.
Canva supporta ufficialmente le immagini PNG, insieme a JPEG, HEIC, HEIF e WebP. Per essere accettato, il file deve pesare meno di 50 MB e non superare complessivamente i 250 milioni di pixel. La trasparenza, quindi, non è una funzione riservata a chi possiede un abbonamento Pro: un PNG trasparente può essere caricato e utilizzato anche con un account gratuito.
Se la stessa immagine mantiene lo sfondo trasparente aprendola con un altro programma, il sospettato principale non è il file. Ed è proprio la situazione descritta anche da alcuni utenti di Canva: PNG correttamente visualizzati altrove che, una volta caricati sulla piattaforma, si presentano con lo sfondo bianco.
La soluzione più semplice: cambiare browser
Dopo aver sbattuto un po’ la testa, controllato il formato ed effettuato diversi tentativi, ho risolto con uno dei workaround più semplici: ho cambiato browser.
Niente conversioni, programmi aggiuntivi o rimozione dello sfondo da rifare. Lo stesso identico PNG, caricato attraverso un altro browser, è apparso correttamente trasparente.
Non si tratta neppure di una soluzione campata in aria. Canva stessa, nella pagina dedicata ai problemi di caricamento, consiglia di aggiornare il browser, cancellarne la cache oppure provarne un altro. I browser indicati dalla piattaforma sono Chrome, Firefox e Safari; tra quelli supportati figura anche Microsoft Edge.
Diverse segnalazioni pubblicate online collegano il problema soprattutto alla combinazione tra Safari, macOS e la versione web di Canva. Alcuni utenti hanno risolto passando a Chrome o Firefox, pur continuando a caricare esattamente gli stessi file. Non c’è, però, una spiegazione ufficiale di Canva che attribuisca il malfunzionamento a una specifica versione di Safari o del sistema operativo: conviene considerarlo un indizio utile, non una diagnosi definitiva.
Prima di modificare il file, prova il trascinamento
C’è anche un secondo tentativo che richiede pochi secondi. Invece di selezionare il PNG attraverso il pulsante “Carica file”, si può trascinarlo direttamente dal computer nell’area dei caricamenti di Canva.
Per qualche utente il pulsante restituiva l’immagine con lo sfondo bianco, mentre il drag and drop conservava la trasparenza. È un comportamento bizzarro – i due percorsi dovrebbero portare allo stesso risultato – ma le conferme sono arrivate da persone che utilizzavano Canva sul web e che, in precedenza, avevano perfino provato a esportare nuovamente i propri file pensando a un errore del programma di grafica.
L’ordine dei tentativi, a quel punto, può essere molto pratico: trascinare il PNG direttamente nel progetto, aprire Canva con un altro browser e, se ancora non funziona, cancellare la cache o utilizzare l’applicazione desktop.
Solo dopo ha senso tornare al file originale. Si può controllare che l’estensione sia realmente .png, aprirlo con un editor capace di mostrare la trasparenza ed esportarlo di nuovo. Cambiare semplicemente il nome da .jpg a .png, invece, non serve: l’estensione cambia, l’immagine no.
Conviene inoltre verificare la pagina di stato di Canva, perché un problema temporaneo con i caricamenti potrebbe dipendere dalla piattaforma e non dal computer. Se tutto risulta operativo e il difetto compare con più browser, rimangono l’app desktop e l’assistenza di Canva.
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