Oggi c’è TikTok, prima c’era Instagram (che continua a essere gettonato, anche se c’è chi dice che non sia più il social di un tempo, tra contenuti generati dall’intelligenza artificiale e post tutti uguali), prima ancora Facebook, oggi ritrovo di boomer e hater di vario tipo. Ma non tutti, probabilmente, ricordano quello che per molti di noi fu il primo vero social network: MySpace.
Personalizzabile come poche altre cose su Internet, ti permetteva di mettere una canzone sul profilo, cambiare colori e sfondo, scegliere quali amici mostrare in evidenza. E magari togliere Tom, l’amico che avevano tutti.
Lo scrivente, grazie a MySpace, ha avuto anche qualche tresca importante. Magari ci tornerà a tempo debito e in altra sede, ché parlarne fa tanta nostalgia. Qui, invece, vogliamo capire che fine abbia fatto il MySpace originale e raccontare la storia di SpaceHey, un suo erede spirituale che conta due milioni di iscritti.
L’ascesa di MySpace e la vendita a prezzo di saldo
MySpace non era soltanto un posto in cui aggiungere amici. C’erano blog, messaggi, foto e soprattutto musica: per tante band era un modo per farsi ascoltare senza aspettare che una casa discografica si accorgesse di loro. Quando News Corporation annunciò l’acquisizione nel 2005, parlava già di oltre 350.000 artisti e gruppi presenti sulla piattaforma.
Poi arrivò Facebook, con pagine più ordinate e un’esperienza molto diversa. MySpace cambiò più volte direzione, perse utenti e, nel 2011, News Corporation lo vendette a Specific Media per circa 35 milioni di dollari. Sei anni prima ne aveva pagati 580 milioni. Nell’operazione entrò anche Justin Timberlake, coinvolto nel tentativo di rilanciare il sito puntando sull’intrattenimento e sulla musica.
La storia societaria non finì lì. Nel 2016 Time Inc. acquisì Viant, il gruppo che comprendeva Specific Media e MySpace; nel 2018 Time Inc. fu a sua volta acquisita da Meredith. In tutto questo, il social che conoscevamo era già diventato qualcosa di molto diverso.
La perdita dei vecchi brani: cosa accadde all’archivio di MySpace
La vicenda più triste arrivò nel 2019. MySpace comunicò che, in seguito a una migrazione dei server, foto, video e file audio caricati anni prima potevano non essere più disponibili. Secondo le stime riportate allora, andarono perduti oltre 50 milioni di brani caricati da circa 14 milioni di artisti.
Vale la pena essere precisi: non significa che «sparì l’intero database» o che tutti i profili furono cancellati. Il danno riguardò soprattutto i vecchi contenuti multimediali. Per molti musicisti, però, quelle registrazioni esistevano soltanto lì. MySpace era stato anche un archivio involontario della musica degli anni Zero, e buona parte di quell’archivio non si può più ascoltare.
Il MySpace originale tornerà? Nel 2026 Tim e Chris Vanderhook, che avevano acquistato il sito nel 2011, hanno dichiarato in un documentario di voler rilanciare il marchio quando riterranno arrivato il momento giusto. Al momento è un’intenzione annunciata dai proprietari, non un nuovo MySpace già disponibile né una data di lancio.
Cos’è SpaceHey e quanti iscritti ha
Se nell’attesa vi manca quella sensazione di entrare in una pagina costruita da una persona, anziché in un feed progettato per farvi scorrere il dito all’infinito, c’è SpaceHey.
Lo ha creato un giovane sviluppatore tedesco, An, lanciando la prima versione il 26 novembre 2020. Il riferimento a MySpace è evidente: profili da personalizzare anche con HTML e CSS, blog, forum, gruppi, messaggi e bacheche. SpaceHey dichiara inoltre di usare un feed cronologico, senza suggerimenti governati da un algoritmo e senza pubblicità personalizzata.
Quanto è grande? Nel 2024 aveva raggiunto un milione di account registrati; nel 2026 il fondatore ha annunciato il superamento di 2.222.222 iscritti. È un numero notevole per un progetto indipendente, ma attenzione anche qui alle parole: si parla di registrazioni complessive, non di persone che entrano ogni giorno. SpaceHey non pubblica, in quelle comunicazioni, un dato equivalente sugli utenti attivi quotidiani.
C’è poi una novità pratica per chi volesse provarlo oggi: per aprire un account serve un invito da parte di un utente già iscritto. An ha introdotto questa misura nel 2026 per contenere lo spam e gestire la crescita della comunità; la pagina di registrazione conferma che l’obbligo è tuttora in vigore.
SpaceHey non restituisce i profili, gli amici e le canzoni che avevamo su MySpace. Offre però qualcosa che i social attuali concedono sempre meno: la possibilità di aprire una pagina e riconoscere, già dai colori e dalle scelte discutibili dello sfondo, la persona che l’ha fatta.
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