Coronavirus, i test del futuro attraverso starnuti sullo smartphone?

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Il coronavirus potrebbe presto essere rilevato starnutendo o tossendo su uno smartphone.

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Un team di ricerca con sede negli Stati Uniti sta sviluppando un sensore che si collega al telefono e può confermare l’infezione di un utente nel giro di 60 secondi. Si spera che il sensore possa essere messo a disposizione entro tre mesi, ad un costo che non dovrebbe superare le 50 euro.

Il leader del progetto, il professor Massood Tabib-Azar che svolge il ruolo di ingegnere all’Università dello Utah, ritiene che questo sensore giocherà un ruolo importante nel tracciare i contagiati dal Covid-19 e nell’infliggere di conseguenza un altro duro colpo alla pandemia.

Il gadget è stato originariamente sviluppato per combattere il virus Zika trasmesso dalle zanzare, che ha provocato un’emergenza sanitaria globale nel 2016.

“Abbiamo iniziato questo progetto circa 12 mesi fa. L’idea principale era quella di consentire alle persone di avere il proprio sensore personale per rilevare Zika nei luoghi in cui viaggiano – spiega il professore – Ma oggi il piano è di programmarlo per identificare il Covid-19″. Il prototipo del sensore sarebbe in grado di comunicare con uno smartphone tramite la tecnologia Bluetooth.

“Se qualcuno respira, tossisce, starnutisce o soffia sul sensore, il sensore è in grado di rilevare l’eventuale presenza del Covid-19”, spiega Tabib-Azar. Gli utenti devono solo collegare il sensore alla porta di ricarica del telefono e avviare l’app associata prima di posizionare una microscopica particella di saliva su di esso.

Nel minuto successivo, i risultati vengono visualizzati sul cellulare. Se il virus è presente, i filamenti di DNA nel sensore si legano alle sue proteine. Ciò innesca la resistenza elettrica, segnalando un risultato positivo con il cambio di colore del sensore. Secondo il professore potrebbe essere anche riutilizzato: “Può distruggere un campione precedente con una piccola corrente elettrica”.

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